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Dove ho parlato di: jobs

L'iphone e il mondo migliore di Jobs

Il discorso di Steve Jobs alla Stanford University è stato postato innumerevoli volte su facebook e su twitter ma non l'ho mai cliccato perché l'immagine che ho di Steve Jobs è quella a cui mi rimandano i ragazzini viziati che giocano con l'iphone o che fanno i capricci per avere un mac. Oggi ho sentito in Tv parte del discorso è non era certo per ragazzini viziati

Dettagli: 08/10/2011 · 1366 view · Commenti · Leggi tutto

Dal libro di Isaacson su Jobs ai banchieri potenti

Passando davanti a qualsiasi libreria vedrete in vetrina la biografia autorizzata di Steve Jobs, scritta da Walter Isaacson e pubblicata il 24 ottobre scorso a pochi giorni dalla morte del co-fondatore di Apple per Simon & Schuster, editore riconducibile alla CBS Corporation, con sede al Rockefeller Center di New York. Il simbolo della CBS Corporation è una specie di grande occhio.
Pochi sanno che Jobs, tra parentesi, è il co-fondatore di Apple ma nessuno ricorda il nome dell'altro co-fondatore: Stephen Wozniak, l'ingegnere dell'Apple I.

Isaacson è presidente e amministratore delegato dell'Aspen Institute; tra le sue opere anche una biografia di Kissinger pubblicata nel 1992.

L'Aspen Institute è riconducibile ai Rockefeller, la stessa famiglia del Bilderberg e della Commissione Trilaterale.

Dettagli: 18/11/2011 · 1523 view · Commenti · Leggi tutto

Pubblicità nuova Panda. Marchionne con la Fiat a Pomigliano come Steve Jobs con Apple in Cina

La nuova pubblicità della Fiat Panda non è lo spot di un nuovo prodotto; in 92 secondi è condensata la politica industriale della Fiat, una vera e propria propaganda della fabbrica come forma sociale alternativa a tutte le altre: la fabbrica è centro della vita di tutta la famiglia, di tutto il paese; la fabbrica provvede a te e tu provvedi alla fabbrica.

Dettagli: 29/01/2012 · 2130 view · Commenti · Leggi tutto

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.