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Il Green Pass ha accelerato la corsa al vaccino? Odiose violenze e ruolo e responsabilità dei media

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Guardando i dati, la corsa al vaccino non è stata accelerata dal Green Pass. La violenza è anche l'incitamento all'odio verso chi esita a vaccinarsi, per lo stesso Draghi destinato a morire o a far morire gli altri.

Il Green Pass ha accelerato la corsa al vaccino?

Quando l'Italia giocava e vinceva la finale del Campionato Europeo di calcio, nessuno parlava del Green Pass. Le immagini dei festeggiamenti in strada hanno fatto temere il peggio, cioè un'esplosione di contagi da COVID.

In quei giorni si vaccinava al ritmo medio di circa 120.000 persone al giorno. Ricordiamo che fino a tutto maggio si aspettava il proprio turno per accedere al vaccino e che solo dal 3 giugno si è passati al vaccino per tutte le fasce di età, esclusi i minori di 12 anni.

Vediamo l'andamento dei vaccini (prima dose) nei mesi di giugno, luglio e agosto.

Dal 1° al 30 giugno hanno ricevuto la prima dose del vaccino 10.043.348 persone. In media, per tutto giugno si vaccinava al ritmo di circa 335.000 persone al giorno.

Dal 1° al 31 luglio hanno ricevuto la prima dose del vaccino 3.712.295 persone. In media, per tutto luglio si vaccinava al ritmo di circa 120.000 persone al giorno, cioè quasi 3 volte di meno rispetto a giugno.

Dal 1° al 31 agosto hanno ricevuto la prima dose del vaccino 3.788.303 persone. In media, per tutto agosto si vaccinava al ritmo di circa 122.000 persone al giorno, cioè quasi come a luglio.

MesePersone vaccinate
(Prima dose)
Persone al giorno
Giugno10.043.348334.778
Luglio3.712.295119.752
Agosto3.788.303122.203

Dati da covid19.infn.it

Si poteva vaccinare al ritmo di 500.000 persone al giorno per procedere al 100% delle capacità, somministrando prime e seconde dosi. Oppure il ritmo della vaccinazione è stato limitato dalla capacità del sistema?

A metà luglio, prima in Francia e poi in Italia si è cominciato a parlare di Green Pass e con il decreto del 23 luglio la Certificazione verde COVID-19 è diventata obbligatoria per fare alcune cose. In quei giorni, i giornali e la TV parlavano dell'effetto Draghi per la corsa al vaccino, riportando un'impennata delle prenotazioni del vaccino per effetto dell'introduzione del Green Pass.

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Quindi, si vede che l'introduzione del Green Pass non ha accelerato la corsa al vaccino. Anche dal grafico non vediamo impennate improvvise, ma un andamento piuttosto lineare (parlo delle linee rosse che ho aggiunto io per evidenziare l'andamento). La pendenza del grafico rappresenta la velocità con cui si è vaccinato: a giugno si è vaccinato di più e il grafico ha una pendenza maggiore; a luglio e ad agosto si è vaccinato di meno e la pendenza del grafico è via via minore.

Nessuna accelerazione

Ad oggi, 3 settembre, ha completato la vaccinazione, con due dosi, il 70,88% della popolazione con più di 12 anni, in linea con la media europea. Anche in Danimarca la percentuale di vaccinati è come quella italiana (considerando la popolazione con la prima dose già fatta e che presto completerà il ciclo), ma mentre il ministro della sanità danese annuncia la fine delle restrizioni a partire dal 10 settembre, in Italia il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro Roberto Speranza annunciano ulteriori restrizioni, come una possibile estensione dell'obbligo del Green Pass.

Quindi, l'introduzione del Green Pass non ha accelerato la corsa al vaccino, perché per tutto agosto (con l'obbligo del Green Pass in vigore) si è vaccinato come a luglio (senza l'obbligo del Green Pass).

Il Green Pass non è scienza ma politica

Nell'estate del 2020, un anno fa, il virus era clinicamente morto e il ministro Roberto Speranza ci scriveva anche un libro, poi ritirato in fretta a causa della ripresa del contagio di ottobre e le nuove restrizioni. L'andamento del contagio nell'estate del 2020 è stato effettivamente più tranquillo rispetto agli ultimi mesi, nonostante ci sia oggi il vaccino.

Nel 2020 non c'erano il Green Pass e neanche il vaccino. Eppure, le restrizioni erano meno di ora. Si poteva anche andare in discoteca; invece, oggi le discoteche sono chiuse. Oggi con il Green Pass e il 71% di vaccinati con due dosi abbiamo le stesse restrizioni (o anche di più) di quando il vaccino non c'era e le misure di sicurezza erano il lavaggio delle mani, la distanza e la mascherina. Nell'estate del 2020 le mense aziendali non respingevano gli avventori.

Secondo la logica del Green Pass nei treni regionali ci si contagia meno rispetto ai treni ad alta velocità; non ci si contagia mai al supermercato. Prima un caffè al bancone era vietato, ora al bancone possono prendere un caffè anche i non vaccinati.

In tutto questo è difficile cogliere un significato scientifico. Molto probabilmente c'è un significato politico.

A scuola senza mascherina se tutti vaccinati

Vaccinarsi è ancora una (libera) scelta e non un obbligo, seppur sotterraneo in alcuni casi. Dalle parole del ministro Patrizio Bianchi, in aula si potrà togliere la mascherina e tornare a sorridere liberamente solo se tutti i presenti sono vaccinati.

Per fare questo, tutti dovrebbero dichiarare pubblicamente e dimostrare di aver scelto il vaccino, che non è obbligatorio. Tutti i presenti dovrebbero rendere conto ai compagni di classe e agli insegnanti delle loro condizioni e degli orientamenti loro o delle loro famiglie, con tutte le conseguenze del caso.

Perché il ministro concede di togliere le mascherine al chiuso quando, per esempio, in Israele l'obbligo della mascherina al chiuso anche per i vaccinati è stato reintrodotto? E ce ne erano tanti di vaccinati in Israele! La mascherina è, così, da interpretare come una punizione e toglierla come un premio dato solo ai più bravi, a quelli che si vaccinano.

Di nuovo c'è un giudizio morale. Chi non sceglie di vaccinarsi o chi esita è bollato come cretino, violento, ignorante, peccatore, portatore di morte per sé e per gli altri; senza il vaccino si è sorci da tenere chiusi in casa.

Ricordiamo che ad oggi i non vaccinati sono una minoranza e che entro la fine di settembre si prevede di avere l'80% di vaccinati (immunità di gregge).

Le odiose violenze

La manifestazione di protesta del 1° settembre da parte dei "No Green Pass" è stata un flop. Anzi, non c'è stata alcuna manifestazione. Il TG1 delle ore 20 del 31 agosto parlava di escalation di violenze e di tolleranza zero da parte del Viminale per le manifestazioni del giorno dopo.

Nelle stazioni dei treni di tutta Italia, il 1° settembre c'erano quasi più poliziotti che viaggiatori. C'è stato un dispiegamento di uomini e mezzi che mi ha ricordato le immagini della caccia al runner solitario lungo la spiaggia nel primo lockdown.

A dire il vero, le manifestazioni dei contrari al Green Pass sono state sempre poco frequentate e i giornali ci hanno fatto i titoloni su questo.

Le violenze della minoranza del No Green Pass ci sono o non ci sono? Oppure sono ingigantite dai media, sulle cui responsabilità negli ultimi 20 mesi è necessario ragionare?

Leggi anche...

Ho parlato di green pass anche in altre occasioni:

Il green pass è come la patente e altri accostamenti discutibili. Come rispondere a chi sostiene che il green pass sia come la patente per guidare, la Carta di identità per comprare le sigarette e altri paragoni sbagliati.

La pornografia del green pass e del vaccino su Facebook. Esibire il green pass su Facebook è pornografia e autoesaltazione. Sederti al ristorante comporterà una esposizione di dati sensibili. Vaccinarsi non è più una scelta libera ma una costrizione.

Il green pass come discriminazione politica. Il green pass farà davvero la differenza tra essere un cittadino con pieni diritti e non esserlo? Il vaccino esibito con un selfie è pornografia ed autoesaltazione.

Inoltre, mi chiedevo anche: La pandemia non finirà mai perché se ne continua a parlare oppure se ne continua a parlare perché la pandemia non è ancora finita?. Chi può dirlo.

Per l'immagine in alto, pixabay.com

Dettagli: 03/09/2021 · 185 view

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Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.