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Scrivi su Facebook che fingi di essere una carota ma la gente sa già tutto di te

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Se non hai niente da dire ma vuoi lo stesso ricevere qualche notifica su Facebook, puoi sempre dire che ti piace coprirti di terra e fingere di essere una carota.

Lo stesso status

Non so che cosa passi nella testa della gente e mi chiedo perché in questi giorni tanti stiano pubblicando lo stesso status, che probabilmente nessuno noterà, col quale confessano di andare in giardino, ricoprirsi di terra e fingere di essere una carota per combattere la noia.

Uno status che nessuno noterà

Il segreto - a mio avviso - è nelle prime parole: uno status che nessuno noterà.
Forse la colpa è dell'algoritmo che genera le notizie nella home page di Facebook, senza mostrare tutto di tutti. A volte si ha la sensazione di passare inosservati, come una carota nascosta sotto terra.

La cosa deve essere molto comune e tanti confessano - pubblicando quello status - di sentirsi trascurati dagli amici di Facebook. So che nessuno noterà questo status, so che nessuno dei miei amici condividerà questo status, so chi tra i miei amici condividerà questo status: così cominciano le orrende abitudini virali e virulente sui social network.

Per non essere secondi a nessuno

Come queste cose facciano presa sulla gente è per me un mistero ma posso capire perché - spinti dagli stessi pruriti intimi - tanti seguano mode come quella del secchio d'acqua ghiacciata. L'obiettivo non è fare qualcosa di personale, nuovo, sentito; l'obiettivo è non essere secondi a nessuno: se l'ha fatto lui, posso farlo anch'io.

Invito tutti a far finta di non notare quello status e a stendere un velo pietoso. Non mettete mi piace a chi pubblica quello status e non commentate; condividete, invece, questo mio post così i vostri amici capiranno.

Altre volte avevo parlato di status e catene su Facebook:

Dettagli: 21/09/2014 · 5208 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.