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Pubblicità invito alla lettura, obiettivo mancato ancora una volta

La Presidenza del Consiglio dei Ministri insiste con gli inviti alla lettura ed esce con una nuova campagna pubblicitaria: dopo leggere è il cibo della mente, passaparola ora più leggi, più sai leggere la realtà.

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Il video è stato caricato il 23 marzo scorso e ad oggi conta 441 visualizzazioni, 1 mi piace contro 4 non mi piace.
In questi giorni possiamo intercettarlo anche in tv.

Il messaggio è: più leggi, più sai leggere la realtà. Lo spot, simile a quello che invita a pagare le tasse per avere più servizi, racconta di come la parola muro possa ampliare il proprio orizzonte di conoscenze grazie alla lettura. Dove si può leggere? In edicola, in libreria, e in biblioteca. Non manca niente? Apparentemente no, lo spot finisce esortandoci ad andare oltre.
Se una cosa vi incuriosisce, una veloce ricerca su Google, ad esmepio, non la fareste? Giusto per andare oltre e per non fossilizzarsi. Addirittura su Google Libri si possono trovare migliaia di libri, alcuni dei quali consultabili in parte o interamente.

Non c'è solo Google, internet è più grande della più grande delle librerie e i libri si possono comperare anche on-line.
Potevano dirlo, anche senza fare pubblicità a Google. Potevano dire che anche internet è una porta di accesso alla lettura, invece leggere è ancora qualcosa che sa di vecchio, come lo stile da Carosello con cui lo spot è stato prodotto.

Dettagli: 27/03/2012 · 5914 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.