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La pubblicità Leggere è il cibo della mente trasmette un messaggio sbagliato

Alcune osservazioni critiche sulla campagna pubblicitaria Leggere è il cibo della mente: passaparola! riproposta in tv e che vediamo ultimamente. La pubblicità a cura della Presidenza del Consiglio ha come obiettivo proprio quello di spronare soprattutto le nuove generazioni a considerare la lettura non più come un obbligo ma come un piacere capace di arricchire la vita, con una particolare attenzione sull’importanza di testimoniare agli altri questo valore, come si legge nel comunicato sul sito del Governo.

Location

Ci troviamo nel parco di un'abitazione privata dove vive una famigliola felice con i nonni. I personaggi, chiuso velocemente il libro appena inquadrati, corrono da un capo all'altro della villa per sussurrare qualcosa all'orecchio di un familiare.
La location di certo non rappresenta le condizioni di vita dell'italiano medio, cioè del grande pubblico al quale la campagna pubblicitaria è rivolta; invece, sembra voler riservare il piacere della lettura ai pochi che possono permettersi di vivere in una villa col parco privato, cioé ai più ricchi, così come è stato per secoli.

In famiglia, ci vuole il dialogo

Ci sono la mamma, il papà, i figli piccoli e la nonna; la casa è grande, sembrano tutti felici ma fra loro non c'è dialogo, non stanno nemmeno nella stessa stanza. Nemmero sussurrare all'orecchio è dialogo perché non si scambiano neanche uno sguardo.
La lettura è rappresentata come qualcosa che separa, che ti chiude nella solitudine e non genera dialogo, mentre invece, la lettura come trasmissione di contenuti, di pensiero e di messaggi dovrebbe favorirne la condivisione, la discussione, la critica.

L'abbraccio finale

Alla fine dello spot, quando tutti finiscono di leggere, si ritrovano tutti insieme in un abbraccio finale. Potrebbe essere un'occasione di dialogo e, invece, i personaggi non fanno altro che sorridere verso la telecamera: io ho la villa col parco, sono esponente di una certa intellighenzia e leggo; per questo, sorrido e mi vedi in tv.

Hai già visto la nuova campagna Più leggi, più sai leggere la realtà? Leggi cosa ne dico qui.

Dettagli: 24/01/2012 · 2759 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.