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Quanto è virale il coronavirus sui social newtork? E tu ne sei immune?

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Come reagisce la gente sui social network alla notizia del nuovo coronavirus? Ho individuato cinque tipi ricorrenti: il ridimensionatore, l'istituzionale, il simpaticone, lo sponsorizzato e l'uomo al comando. Tu quale tipo sei?

Il virus è virale

Un contenuto pubblicato sui social network è virale quando si propaga velocemente da profilo a profilo, fino a coinvolgere una gran parte degli utenti. Si dice che quel contenuto è virale perché si propaga proprio come un virus e il numero di contagiati aumenta sempre più, seguendo un andamento esponenziale.

Una persona che contrae il virus può, poi, trasmetterlo ad altri. La facilità del contagio non è la stessa per tutti i tipi di virus: una persona con il morbillo può contagiare in media tra le 12 e le 18 persone; una persona con l'influenza può trasmetterla in media ad altre due persone con cui è venuto in contatto.

Bastano poche persone per contagiare un'intera popolazione. Per la normale influenza siamo attrezzati e ci sono i vaccini. Per il nuovo coronavirus, invece, non abbiamo ancora il vaccino.

Ricordiamoci che tra il 1918 e il 1919, la Spagnola causava la morte di un numero di persone quantificato tra i 25 e i 100 milioni nel mondo. Circa 50 anni più tardi, tra il 1968 e il 1969, il virus H3N2 causava la morte di un milione di persone nel mondo. Nel 2006 eravamo in apprensione per l'Aviaria, causata dal virus H5N1.

In Italia il caso nel nuovo coronavirus è scoppiato tra sabato e domenica scorsi. Le TV hanno riprogrammato i palinsesti e hanno dato ampi spazi a dibattiti, testimonianze, opinioni e pareri. È la pornografia delle maratone tv.

Così, sui social network hanno smesso di parlare di Morgan e Bugo. Il tema ora è il coronavirus e, per il modo in cui la gente ne parla, ho individuato questi cinque tipi di comportamenti ricorrenti. Vale lo stesso principio che io sintetizzo con questo slogan: se non puoi essere il primo, cerca almeno di non essere secondo a nessuno.

Ridimensionare

Probabilmente il soggetto è stato tra i primi a pubblicare notizie sull'epidemia, quando ancora non ne parlavano al telegiornale. Ora ne parlano tutti e il soggetto ha perso l'esclusiva, così - per non essere secondo a nessuno - si muove controcorrente e tende a ridimensionare la portata dell'epidemia. A sostegno delle sue parole propone numeri, statistiche, link e dati presi sul momento da Wikipedia. Il soggetto scommette sul tratto discendente della parabola dell'interesse sul virus e il suo scopo è fare scorpacciata di consensi.

L'istituzionale

Il soggetto istituzionale è mosso dall'altruismo per ricevere consensi. Condividendo il decalogo diffuso dal Ministero e le note ufficiali sente di compiere una buona azione e di essere di aiuto per gli altri. Spera nel sentimento di reciprocità, per cui un domani gli altri ricambieranno il favore compiendo una buona azione per lui.

Il simpaticone

In questa categoria faccio rientrare sia i soggetti di buon cuore sia quelli che scelgono il cattivo gusto. Spendo qualche parola su di loro, che si manifestano orgogliosamente ignoranti e di cattivo gusto. Il principio è sempre quello: riconoscono di non poter essere tra i primi e ricercano consensi in modo dissacrante, rifiutando gli obblighi morali del dover essere.

Sponsorizzati

Non mancano gli inserzionisti. I loro contenuti sono pubblicitari e usano il virus per proporti le loro inserzioni che sono troppo stupide per definirle episodi di sciacallaggio, ma troppo scadenti per essere convincenti. Propongo l'esempio di un hotel in una località di mare che propone di passare una vacanza da loro (a febbraio al mare) dove l'aria è pulita.

L'uomo al comando

Durante i mondiali di calcio il soggetto ne sa più del CT. In questo caso, ne sa più del capo delle Protezione civile e denuncia incongruenze, mancanze ed errori nella gestione dell'emergenza. Il soggetto propone soluzioni in contrasto con il buon senso e forse anche in contrasto con la lotta per la sopravvivenza: un tipo pericoloso per il genere umano.

Dettagli: 24/02/2020 · 421 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.