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La pornografia delle maratone tv e l'edizione straordinaria che si ascoltava in silenzio

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Calava il silenzio quando il Tg1 irrompeva con un'edizione straordinaria. Oggi, invece, è intrattenimento con anche una funzione terapeutica.

Edizione straordinaria

Una delle prime edizioni straordinarie di un tg che ricordo era per la Strage di Capaci, nel 1992. Il Tg1 interrompeva il programma e in pochi minuti erano date la notizia e le prime immagini dello scoppio della bomba e della morte del giudice, della moglie e della scorta; ulteriori aggiornamenti sarebbero arrivati più tardi, magari col tg delle ore 20.

La sigla dell'edizione straordinaria del Tg1 faceva tacere ogni rumore e tutta l'Italia ascoltava in silenzio.

In diretta

Quando nel 2001 New York era sotto attacco, venivo a conoscenza della notizia dai programmi del pomeriggio, che già parlavano di cronaca. Da quel momento in poi, per settimane, le immagini delle Torri e le spiegazioni su chi fosse Osama Bin Laden coprivano gran parte dei programmi di intrattenimento, oltre ai tg.

Palinsesti stravolti

In questi giorni tanti tragici eventi sono accaduti in successione e la tv non è stata neanche in grado di digerire l'enorme quantità di immagini, voci, testimonianze, volti, lacrime.

Dopo quasi un mese di partite di calcio, che hanno provocato scontri nelle piazze e lacrime per i tifosi delle squadre eliminate, non è tornata la calma mediatica ma ci sono stati i morti in Bangladesh, i fatti di Fermo, l'incidente ferroviario in Puglia, i morti di Nizza e il golpe in Turchia.

I telegiornali non sapevano da che parte cominciare. Tutto da rifare a pochi minuti dalla messa in onda, per rincorrere le notizie in tempo reale già on-line.

Ore ed ore di diretta

Se nel 1992 l'edizione straordinaria era un comunicato di pochi minuti che faceva fermare l'Italia, oggi le edizioni straordinarie sono lunghe maratone televisive di intrattenimento, con ospiti in studio, immagini mandate in ripetizione, frammenti di vita scaricati da Facebook, commenti e teorie ma solo tra una pausa pubblicitaria e l'altra.

La mia sensazione è che a nessuno interessi realmente che cosa abbiano da dire gli esperti in studio, fatti venire di corsa e magari senza avere nulla di pronto da riferire perché le notizie sono ancora poche, confuse, non confermate. Non appena si costruisce un discorso, però, ecco che bisogna fermare tutto per la pausa pubblicitaria.

Accanimento giornalistico e funzione terapeutica della tv

Mi viene da dire che la tv abbia perso la potenza che aveva un tempo, quando una cosa se la diceva la televisione allora era vera e consacrata a verità.

Le maratone televisive che tengono unite le persone nei momenti di apprensione, invece, svolgono una funzione terapeutica e di assistenza psicologica di fronte alle notizie pubblicate da chiunque on-line. Agli ospiti e agli esperti non vengono chieste notizie ma solo di parlare, tra una pubblicità e l'altra, per intrattenere gli spettatori.

Le maratone televisive non hanno lo stesso effetto di un'edizione straordinaria, non fanno zittire le chiacchiere e alzare il volume del televisore per sentire meglio ma, al contrario, lasciano sintonizzati gli italiani su quel canale, mentre sono intenti a fare altro.

Dettagli: 16/07/2016 · 1153 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.