Le parole sono di tutti e le opinioni si condividono

Cerca per parola:  

Sei qui: Home > Costruisci il tuo jumbo in scala 1:1, ma è solo la pubblicità di un aceto

Costruisci il tuo jumbo in scala 1:1, ma è solo la pubblicità di un aceto

costruisci-jumbo-scala-1-1 (26K)

Per attirare l'attenzione dello spettatore lo spot propone di costruire il modellino di un jumbo, ma in realtà la pubblicità è per un aceto dal nome difficile.

Costruisci il tuo Jumbo Jet in scala 1:1

In questo primo sabato d'ottobre sono colpito dalla pubblicità che ho appena visto in TV: è uscita in edicola la raccolta di fascicoli per costruire il modellino di un Jumbo Jet.

Questo periodo dell'anno è ideale per cominciare un nuovo hobby e, infatti, le raccolte di fascicoli sono lanciate proprio quando comincia l'autunno e si fanno nuovi buoni propositi per salvare il bilancio del 2016 nell'ultimo trimestre. Ci sono le raccolte di libri di matematica, di filosofia, di pietre, di automobiline ecc. In passato io stesso ho completato la raccolta per costruire il modellino di una nave.

La mia attenzione era già attirata dal messaggio dello spot quando sento che il modellino è in scala 1 a 1. So benissimo che cosa significa: vuol dire ritrovarsi in casa un modellino grande quanto un vero jumbo. Un Boeing 747, per gli amici Jumbo Jet, è lungo più di 70 metri, ha 65 metri di apertura alare ed è alto 20 metri. Probabilmente la versione in plastica del modello non peserà 180000 kg ma qualcosa di meno.

La notazione della scala 1:1 mi fa capire che non può essere vero. Infatti, è la pubblicità di un aceto balsamico: l'aceto Monari Federzoni.

aceto-monari-federzoni (10K)

Catturare l'attenzione

Avrei preferito la raccolta di fascicoli per costruire il mio modellino del Jumbo; invece, la trovata dei 357000 fascicoli serviva solo a catturare l'attenzione degli spettatori.

Una volta catturata l'attenzione, il grosso del lavoro è fatto. Ora lo spettatore è pronto per farsi entrare in testa la marca dell'aceto: Monari Federzoni. Il nome è difficile e per scriverlo senza errori ho dovuto fare copia-incolla; quindi, deve essere stata proprio una missione difficile per i pubblicitari confezionare una campagna pubblicitaria efficace.

Qualcuno in edicola chiederà della raccolta

Non escludo che qualcuno farà il giro delle edicole in cerca del primo fascicolo della raccolta, che ha in regalo la prima vite e il modulo per la richiesta di aspettativa dal lavoro (per chi c'è l'ha un lavoro). Servirà molto tempo libero per completare la raccolta dei 357000 fascicoli settimanali (circa 7000 anni) e assemblare correttamente tutti i pezzi.

Inoltre, la seconda parte dello spot in cui è mostrata la bottiglia d'aceto è talmente diversa dalla parte iniziale, focalizzata sul costruire il modellino, da indurre in errore lo spettatore.

Lo spot dell'aceto Monari Federzoni

Questo è il video dello spot, così come va in onda in TV in questi giorni. Le immagini qui sopra sono tratte dal video.

L'idea del Jumbo funziona per come attira l'attenzione dello spettatore quando lo vede per la prima volta; una volta capito il trucco, sarà divertente rivederlo per la seconda, terza, quarta volta. Sarà divertente sentire le testimonianze degli edicolanti quando forse in molti chiederanno i fascicoli.

Lo spot esalta la storia dell'aceto Monari Federzoni e mette in rapporto il tempo con l'attesa. Se per completare la raccolta dei fascicoli devi aspettare 357000 settimane, per assaporare quell'aceto, invece, non devi aspettare neanche un attimo perché tutto il tempo che quel prezioso liquido ha impiegato per invecchiare è già trascorso ed è contenuto nella bottiglietta.

Dubito che l'aceto Monari Federzoni otterrà lo stesso successo nelle vendite al supermercato, perché non viene detto in cosa quell'aceto è migliore degli altri; però, ora ne conosciamo il marchio.

Dettagli: 01/10/2016 · 44299 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.