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Campagna contro le eccellenze

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Eccellenza è una parola abusata dai media e il suo ambito d'uso varia dal premio Nobel al formaggio pecorino. Di seguito un elenco di motivazioni per cancellare l'uso antipatico di espressioni come le eccellenze italiane, le migliori eccellenze, valorizzare le eccellenze ecc.

Ogni volta che sentirete parlare di eccellenze, ripensate a queste poche righe e unitevi alla campagna contro l'abuso di quei modi di dire.

  1. Le eccellenze sono sempre altri e mai tu.
  2. Le eccellenze sono riconosciute per aver fatto qualcosa di eccezionale che, se rifatta da te, non è più eccezionale così tu non sarai mai un'eccellenza.
  3. Nessuno vuole che anche tu sia un'eccellenza, ma che tu ti spenda in sempre maggiori sacrifici proprio perché non sei un'eccellenza.
  4. Le eccellenze non possono essere la maggioranza ed essere riconosciuti come eccellenza è un privilegio.
  5. Mostrare sempre un maggior numero di eccellenze moltiplica la mediocrità.
  6. Solo le eccellenze meritano di essere felici.
  7. Le eccellenze non possono essere paragonate tra loro, i mediocri invece sì. L'espressione le migliori eccellenze è priva di significato.
  8. Le eccellenze non hanno bisogno di essere valorizzate perché per definizione chi è eccellente è già superiore agli altri; non c'è bisogno di dare valore a chi già dimostra di valere di più chiamandolo eccellenza.
  9. Le eccellenze sono in debito nei confronti di chi ne riconosce i meriti, perché non ci si può autoproclamare eccellenza.
  10. Le eccellenze sono dispendiose e avanzano richieste di denaro per continuare a mantenere lo status di eccellenza.

Sostieni la petizione su change.org.

Dettagli: 22/03/2015 · 1210 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.