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Polemica per la pubblicità dell'AIFA per l'uso di farmaci in gravidanza

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In Italia i medicinali si sprecano ma l'Agenzia Italiana del Farmaco insiste con la pubblicità dei farmaci anche in gravidanza, facendo leva sui buoni sentimenti.

In tv vedo ultimamente la pubblicità promossa dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per sensibilizzare le donne al tranquillo uso dei farmaci prescritti dal medico anche durante la gravidanza. Già nelle settimane scorse avevo commentato un altro spot dell'AIFA, sull'uso dei farmaci in pediatria.

Sul canale ufficiale dell'Ufficio stampa del Ministro Lorenzin su Youtube potete vedere il video dello spot, che non è possibile incorporare qui, o altrove, per l'esplicita richiesta dell'Ufficio stampa. L'immagine in alto è uno screenshot del video.

In Italia risulta che consumiamo già abbastanza farmaci e forse ne consumiamo troppi, fino a sprecarli, come leggiamo su Focus.it, che cita il Rapporto AIFA 2012 sull'uso dei farmaci in Italia.
Dalle tabelle del Rapporto dell'AIFA risulta che nel 2012 ogni giorno, in Italia, sono state assunte 1,6 dosi di farmaco per abitante, bambini compresi.

C'è anche la denuncia di Nonsprecare.it: milioni di confezioni di farmaci vengono distrutte ogni anno nel nostro Paese.

Non limiteremo mai lo spreco se continueremo a consentire la pubblicità dei farmaci per promuoverne la vendita, la prescrizioni o il consumo, come dice l'art. 113 del DLgs. 219/2006. Leggiamo, ad esempio, che la pubblicità dei farmaci, presso chi può prescriverli (i medici) consente

l'incitamento a prescrivere o a fornire medicinali mediante la concessione, l'offerta o la promessa di vantaggi pecuniari o in natura.

Questo nuovo spot mi fa ancora più schifo perché - oltre a non trasmettere alcuna informazione scientifica - abusa dei naturali sentimenti degli adulti verso i bambini (art. 25 DLgs 206/2005).

Non sono contrario all'uso dei farmaci, quando servono; però, non voglio essere visto da chi produce farmaci allo stesso modo di chi frigge hamburger.

Dettagli: 29/08/2014 · 1877 view

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Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.