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Take Action, l'appello di Google e le trame segrete di chi vuole governare il mondo

Internet ha connesso più di 2 miliardi di persone nel mondo. A Dicembre alcuni governi si riuniranno in un meeting a porte chiuse per aumentare la censura e regolare internet. Uniamoci per mantenere internet libero e aperto.

A preoccupare di più quelli di Google sono le porte chiuse oltre le quali solo i rappresentanti dei governi di una piccola minoranza del mondo intendono regolare internet imponendo forme di censura e controllo; censura e controllo sui contenuti che circolano in Rete già esistono in forme più o meno evidenti: ad esempio, Twitter è in grado di censurare alcuni contenuti all'interno di uno stato, come è successo - ad esempio - in Germania ad ottobre, quando Twitter su richiesta del governo tedesco ha censurato e bloccato l'accesso al social network da parte di un gruppo neonazista.
In forme più brutali e meno sottili, alcune potenze asiatiche e nel Medio Oriente oscurano interi siti internet e social network.

I timori di Google di questi giorni sono gli stessi che Eric Schmidt, il CEO di Google, scrive in un articolo pubblicato su foreignaffairs.com due anni fa, dal titolo The Digital Disruption. Nell'articolo profetico, scritto e pensato prima della Primavera araba, si preannuncia un XXI secolo pieno di sorprese per cosa possano fare internet e la diffusione della Rete grazie a mezzi semplici da usare, di basso costo e di massima diffusione; già dice che i governi saranno presi alla sprovvista quando un gran numero dei loro cittadini, armati praticamente di nulla, se non dei loro telefoni cellulari, parteciperanno a mini-rivolte che metteranno in discussione la loro autorità. Già due anni fa, per Eric Schmidt non era un segreto che gli enti governativi temevano l'impatto di internet sulla legittimità della loro autorità, perché internet - come spazio aperto di connessione e di condivisione libera - è oggi la massima espressione di democrazia.

Riunioni a porte chiuse, come quelle dell'ITU International Telecommunication Union, si sono già tenute in passato e ad una di queste il nostro Eric Schimdt, CEO di Google, aveva preso parte: il meeting del Bilderberg del 9 - 12 Giugno 2011, durante il quale si è parlato anche di Connectivity and the Diffusion of Power.

Nell'appello di Google, si legge anche che alcuni governi vorrebbero che Youtube, Facebook, Skype e, ovviamente anche Google ma non lo dice, pagassero delle speciali tasse per le loro attività. Una caccia alle streghe e una voglia di far cassa che fanno notizia in questi giorni: la Guardia di finanza accusa Google di evasione fiscale in Italia, dove internet e la diffusione della Rete con facile accesso e - magari - gratuito o a basso costo sono un tabù.

Google, tramite la pagine Take Action, chiede il sostegno degli utenti a difesa di internet libero e aperto.

Dettagli: 03/12/2012 · 1485 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.