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Meteorologia, numerare le perturbazioni come si fa dal salumiere

Piove sempre nei week-end, colpa delle perturbazioni e dell'anticilone africano che lambisce eccetera eccetera.
Oppure, è colpa della perturbazione numero 2 del mese di novembre. Cosa vuol dire? La numero 2? Ma se piove da ottobre...

La scorsa estate i meteorologi ci hanno fatto ripassare i poemi epici, ma le perturbazioni sono troppe e diventava difficile anche per loro - che non sono uomini di Lettere - battezzare le piogge. Ora le numerano.

L'uso di etichettare le perturbazioni è tipica dei britannici e l'Institut für Meteorologie di Berlino assegna i nomi ai cicloni e agli anticicloni europei. L'Istituto offre anche la possibilità di adottare un ciclone. In questo modo, si legge, tutti possiamo dare il nostro contributo nel dare un nome ai cicloni e non solo per divertimento: col processo di naming dei cicloni, l'Istituo raccoglie fondi per le ricerche di climatologia. Tra i nomi nelle liste pubblicate sul sito dell'Istituto non ci sono quei nomi fantasiosi a cui ci hanno abituato i meteorologi italiani la scorsa estate.

Sarà utile sapere che questa è la seconda, la terza, o la ennesima perturbazione di questo mese? Per il grande pubblico direi di no. Le perturbazioni, inoltre, non sono fenomeni che riguardano esclusivamente i nostri cieli: ad esempio, la perturbazione numero 2 del mese di novembre potrebbe arrivare dal Nord Europa e avere già una sua identità, ma potrebbe essere un fenomeno correlato ad altri e quindi difficilmente etichettabile; oppure, l'Italia potrebbe essere interessata contemporaneamente da più perturbazioni su più fronti. Insomma, la cosa non sembra avere rilevanza mediatica e non aggiunge nessuna informazione valida a chi vuole solo sapere se piove o c'è il sole.

In realtà, numerare le perturbazioni non è una novità, come si legge su meteogiuliacci.it in un articolo dell'agosto scorso

Per dare un po' di dignità a questa meteorologia un po' troppo bistrattata, noi di Meteogiuliacci.it desideriamo ritornare sui passi di questi due grandi meteorologi e riprendere ciò che riteniamo istruttivo ed educativo nei confronti di chi si avvicina alla meteorologia. Desideriamo seguire l'esempio di Bernacca e Baroni, quanto questi due grandi paladini della meteorologia italiana entravano con garbatezza, rispetto ed umiltà nelle case degli italiani. Non certo mettendosi a chiamare con ripetuti nomi lo stesso anticiclone Nord Africano, ma numerando ad esempio le perturbazioni che entravano o si formavano sul Mediterraneo ed interessavano l'Italia.

Il risultato, a qualche mese di distanza dall'invito di meteogiuliacci.it, è di aggiungere folklore al folklore.

Dettagli: 18/11/2012 · 2352 view

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Antonio Picco, blog on-line dal 2003.

Osservatore intransigente della società, critico dell'evoluzione digitale e del suo impatto sulle nostre vite.
Nel mio blog condivido riflessioni inedite sull'evoluzione del digitale e il suo impatto sulla società, con l'obiettivo di scardinare i diktat del pensiero stampato.
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