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Meglio 20 anni oggi o vent'anni fa?

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5 cose che un ventenne può fare oggi e che non poteva fare nel 2000. Come le tecnologie e i social media stanno cambiando il modo di vivere, di imparare e di relazionarsi dei ventenni.

Trasmettere in diretta la propria vita sui social media

I social media come Instagram, TikTok e YouTube non esistevano nel 2000. Infatti, Instagram è stata lanciata nel 2010, TikTok nel 2016 e YouTube nel 2005.

Oggi, i ventenni possono utilizzare queste piattaforme per condividere le loro vite con il mondo in tempo reale, trasmettendo in diretta le loro esperienze, interagendo con i follower e creando contenuti che possono diventare virali.

Lo chiamano streaming live. Armati di smartphone e carisma, questi giovani trasmettono in diretta le loro vite, condividendo esperienze quotidiane, talenti nascosti e persino momenti imbarazzanti con un pubblico sempre più ampio e universale. È un fenomeno sociale complesso: intreccia elementi di narcisismo, esibizionismo e il bisogno di connessione umana.

Da un lato, c'è il desiderio di autoaffermazione e di ottenere consensi, cioè like e commenti. Sono come una droga digitale. I giovani streamer si trasformano in performer costanti, sono attenti a curare la propria immagine.

Dall'altro lato, il live streaming rappresenta anche un grido di connessione in un mondo sempre più frammentato. In un'epoca dominata dalla comunicazione virtuale, i ventenni cercano di superare la solitudine e l'isolamento creando un senso di comunità con i propri follower. La diretta diventa un ponte virtuale che abbatte le barriere geografiche e sociali, permettendo di condividere esperienze e creare legami con persone provenienti da ogni angolo del pianeta.

Tuttavia, questa mania del live streaming non è priva di critiche. L'esposizione costante alla telecamera può generare ansia da prestazione e dipendenza dai like, minando l'autostima e la salute mentale dei giovani streamer. Inoltre, la natura effimera e spesso superficiale dei contenuti trasmessi può contribuire a una banalizzazione della comunicazione e a una distorsione della realtà.

La mania del live streaming rappresenta un fenomeno socio-culturale di grande portata, che riflette le aspirazioni, le paure e le contraddizioni della generazione Z.

Usare un assistente virtuale come Siri o Alexa

Gli assistenti virtuali sono diventati molto popolari negli ultimi anni. I ventenni di oggi possono usarli per impostare sveglie, riprodurre musica, fare chiamate e molto altro ancora, semplicemente usando la loro voce.

C'è un lato oscuro in questa dipendenza dall'intelligenza artificiale? La comodità e l'efficienza di questi strumenti si traducono davvero in una vita migliore o ci stiamo lentamente trasformando in schiavi digitali, incapaci di autonomia e di pensiero critico?

Se da un lato gli assistenti virtuali possono alleggerirci da compiti ripetitivi e banali, dall'altro rischiano di atrofizzare le nostre capacità cognitive e di renderci dipendenti da un'interfaccia digitale per ogni minima operazione. La pigrizia mentale e la superficialità rischiano di prendere il sopravvento; svanisce, invece, la capacità di risolvere problemi in modo autonomo e di sviluppare un pensiero critico. Inoltre, c'è il problema della privacy. Gli assistenti virtuali raccolgono una mole considerevole di dati personali, spesso senza il nostro pieno consenso, alimentando il business delle grandi aziende tecnologiche e creando un inquietante scenario di sorveglianza digitale di massa.

Questi strumenti offrono indubbi vantaggi in termini di praticità e velocità; però, il rischio di dipendenza, di perdita di autonomia e di svuotamento del pensiero critico è alto.

Viaggiare in tutto il mondo a prezzi accessibili

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I viaggi aerei sono diventati molto più convenienti negli ultimi 20 anni, grazie all'aumento delle compagnie aeree low cost. Nel 2000 era molto più difficile.

Il mondo sembra a portata di mano. I ventenni di oggi possono raggiungere destinazioni esotiche con una facilità mai vista prima. Con circa 40 o 50 euro si può acquistare un biglietto per Londra volando con una compagnia low cost. Viaggiare sembra più democratico ma è davvero così?

I voli low cost, con le loro tariffe stracciate e le pubblicità accattivanti, hanno indubbiamente rivoluzionato il settore turistico, aprendolo a una fetta di popolazione che prima ne era esclusa. Si sa che l'aumento dei voli aerei ha contribuito in maniera significativa all'inquinamento atmosferico. L'aviazione è uno dei settori più inquinanti al mondo, e l'esplosione del turismo low cost non ha fatto che aggravare il problema. Inoltre, le condizioni di lavoro precarie e i salari da fame degli addetti del settore aereo low cost sono un'altra faccia oscura di questa medaglia.

Il vero problema risiede nella natura stessa del turismo low cost. Si tratta di un modello che incentiva il turismo di massa, caotico e superficiale, dove la frenesia di visitare più posti possibili in poco tempo e a basso prezzo prende il sopravvento sulla scoperta autentica dei luoghi e delle culture. Le città si affollano di turisti incuranti delle tradizioni locali e dell'impatto ambientale del loro passaggio. Viaggiare facile può diventare un'esperienza alienante e omologante: i ventenni di oggi sono attratti dal canto delle sirene dei voli economici e rischiano di perdere di vista il vero senso del viaggio, ovvero la scoperta di sé e del mondo con occhi nuovi e curiosi.

È preferbilie fare un viaggio in meno, magari verso località meno di tendenza per portare a casa emozioni e ricordi inestimabili.

Imparare una nuova lingua usando un'app

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Le app per l'apprendimento delle lingue sono un modo efficace e conveniente per imparare una nuova lingua. I ventenni di oggi possono utilizzare queste app per imparare al loro ritmo, in modo flessibile, costi accessibili e un approccio gamificato. Non sono un sostituto completo di un corso di lingua tradizionale: mancano l'interazione con insegnanti e altri studenti e possono essere superficiali.

Usare la realtà virtuale e la realtà aumentata

La realtà virtuale e la realtà aumentata sono tecnologie emergenti che stanno avendo un grande impatto su molti aspetti della vita, incluso il modo in cui i ventenni interagiscono con il mondo che li circonda. Possono essere utilizzate per giocare, guardare film, fare shopping e persino imparare.

La realtà virtuale e la realtà aumentata offrono esperienze immersive e coinvolgenti che possono rivoluzionare settori come l'intrattenimento, l'istruzione, la formazione e persino la medicina. Permettono di esplorare mondi virtuali realistici, interagire con oggetti digitali e vivere esperienze impossibili nel mondo reale. L'utilizzo eccessivo può comportare rischi per la salute mentale e fisica: principalmente isolamento sociale e disconnessione dalla realtà. Con la realtà virtuale gli utenti possono creare avatar di sé stessi e interagire con altri in mondi virtuali. Ciò potrebbe portare a problemi di identità e di autostima, soprattutto per i giovani ancora in fase di sviluppo. Potrebbe essere usata impropriamente per azioni di cyberbullismo o molestie virtuali.

È importante garantire un accesso equo a queste tecnologie, evitando che diventino strumenti di esclusione sociale e accentuino le disuguaglianze esistenti. Solo così la realtà virtuale e la realtà aumentata potranno contribuire a costruire un futuro migliore per tutti, soprattutto per le nuove generazioni. Le persone con un background educativo più alto potrebbero avere maggiori capacità di utilizzare la realtà virutale in modo efficace per l'apprendimento o per il lavoro, mentre le persone con un livello di istruzione più basso potrebbero essere escluse da queste opportunità.

Non mancano perplessità e discussioni relative alla privacy, alla manipolazione della percezione e al potenziale utilizzo per scopi dannosi.

Vent'anni fa era più facile stupirsi

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Ribaltiamo la prospettiva. Una cosa che un ventenne poteva fare vent'anni fa e che manca ai ventenni di oggi è, secondo me, la possibilità di stupirsi. Non la capacità, ma la possibilità.

L'iperconnessione e l'esposizione costante agli stimoli hanno innalzato la nostra soglia di sorpresa. Siamo bombardati da informazioni, immagini e video da ogni dove, tanto che ciò che un tempo ci avrebbe stupito ora ci appare quasi ordinario.

Un esempio pratico: l'uscita di un nuovo film. Vent'anni fa non era così facile imbattersi in spoiler di film online o sui social media. Le recensioni e le anticipazioni erano generalmente più vaghe e non era così comune che le persone discutessero dettagliatamente della trama dei film online. Oggi, invece, è quasi impossibile andare al cinema senza essere già a conoscenza di almeno alcuni dei colpi di scena principali.

La capacità di provare stupore non è persa per sempre. Possiamo coltivarla, ecco come:

  • Staccare la spina dalla tecnologia, stare lontano da schermi e dispositivi digitali.
  • Coltivare la creatività, fai qualcosa con le tue mani.
  • Aprire la mente al nuovo.
  • Presta attenzione alle piccole cose.

Note

Articolo scritto con l'aiuto di IA generativa.

Dettagli: 06/07/2024 · 49 view

About me

Antonio Picco, blog on-line dal 2003.

Osservatore intransigente della società, critico dell'evoluzione digitale e del suo impatto sulle nostre vite.
Nel mio blog condivido riflessioni inedite sull'evoluzione del digitale e il suo impatto sulla società, con l'obiettivo di scardinare i diktat del pensiero stampato.
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Mi trovi anche su X, @antoniopicco.