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Confrontare più fonti non aiuta contro le fake news

Confrontare più fonti per riconoscere una fake news è utile più nelle intenzioni che nei fatti.

Fake news

Quando una notizia è fake? Sono molti i modi di essere fake: una notizia completamente inventata, un fatto riportato secondo una visione fuorviante, numeri e statistiche manipolate o interpretate per trarre in inganno ecc.

È difficile attribuire la paternità di una fake news con certezza. Come per le leggende metropolitane, le fake news si diffondono e nella loro corsa possono subire variazioni. Principalmente si diffondono attraverso il Web e le condivisioni sui social network.

Le fake news somigliano tanto alle leggende metropolitane; in più, le fake news fanno paura e ne parlano tutti. A destra e a manca ci vogliono mettere in guardia e invitarci a dubitare di tutti, meno di chi ci avvisa del pericolo di cadere nella trappola della falsa verità.

Confrontare, e poi?

Sentire il bisogno di cercare la conferma di una notizia vuol dire non sapere dove sia la verità; vuol dire non essere già a conoscenza dei fatti e conoscere i fatti è indispensabile per distinguere il vero dal falso. Consultare altre fonti non può dare certezza perché più versioni di una stessa notizia non fanno una verità.

Il confronto tra più fonti dovrebbe estendersi a tutte le fonti disponibili e poi spetterebbe al malcapitato indagatore decidere dove sia la verità; in alternativa, sarebbe necessario rivolgersi a una fonte autorevole e di fiducia. In ogni caso, non conoscere i fatti impedisce ogni forma utile di controllo di verità.

La mia proposta: la personale sensibilità

Per esperienza, quando non sono convinto di ciò che leggo mi affido al sesto senso. È una personale sensibilità affinata nel tempo e con l'esercizio continuo del senso critico.

Esercito la mia sensibilità alla verità ponendomi queste domande.

Quali sono i toni della notizia? Lo scopo è capire se la notizia voglia informare o coinvolgere emotivamente. Nella comunicazione di una notiza convivono una componente di pura informazione ed una emozionale, che stimola delle risposte emotive nel lettore. Se prevale la componente emotiva, allora dubito sull'attendibilità della fonte e quindi sulla veridicità della notizia.

Qual è la risonanza di una notizia? Oggi basta un niente per far risaltare una notizia su tutti i media. Se la notizia impegna rapidamente molti media e tutti ne parlano, è probabile che pochi ne sappiano abbastanza perché la fretta di parlarne e di catturare l'attenzione nega una pregressa e attendibile indagine. Dare notizie per catturare l'attenzione ricade nel coinvolgimento emotivo (vedi sopra).

Perché vuoi farmi sapere questa notizia? È una domanda da fare spesso: perché me lo dici? Conoscere il motivo per cui un telegiornale o un post sul Web comunica una notizia invece di un'altra è importante tanto quanto la notizia. Avere uno spazio da riempeire con notizie è diverso da avere una notizia e trovare uno spazio per comunicarla. Un quotidiano di 40 pagine deve trovare tutti i giorni notizie per 40 pagine da vendere nelle edicole; un sito internet che vive di inserzioni pubblicitarie ha bisogno di continui aggiornamenti e accortezze per spingere sempre più utenti a cliccare sulle tante pagine di cui si compone. Il quotidiano e il sito decidono che cosa sia notizia e che cosa non lo sia; inoltre, decidono che tipo di notizia debba diventare.

La sensibilità personale matura nel tempo e la si affina con l'esperienza. È utile parlare con chi si conosce bene, di persona, per uno scambio di esperienze. Non possiamo dismettere le relazioni interpersonali (di carne, reali!) e stare davanti a uno schermo o a un foglio di giornale aspettando di trovare lì tutte le risposte.

Dettagli: 19/10/2020 · 121 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.