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La nube di Chernobyl nel disco di Il Confine

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Con un pensiero al disastro di Chernobyl, Il Confine usa un linguaggio rock per dire parole che un tempo avrebbero creato una crisi diplomatica.

Il Confine

Due fratelli, una partenza e la promessa di un ritorno sono l'inizio di Il Confine.

I due fratelli sono Angelo Emanuele Buccolieri e Ercole Pancrazio Buccolieri. Ercole è la voce del gruppo, mentre Angelo è il produttore artistico con formazione a Nashville, dove segue uno stage con Michael Wagner.

Al ritorno di Angelo, la promessa viene mantenuta e comincia a comporsi la band: Fulvio Curto alla batteria e Nicola Lezzi al basso. Insieme realizzano il primo disco Ctrl+Alt+Canc nel 2015, per l'etichetta Alka Record Label.

Il progetto della band prosegue sotto buoni auspici e si aggiungono via via Annaclaudia “Ancla” Calabrese, voce e cori, Antonio Cristiano Nigro, synth e show lightin', e Mattia De Mitri, alla chitarra.

Una spiegazione del nome. Con Il Confine la band rimanda alla linea che separa l'ordine dal caos, e che mette in contatto le personalità diverse della band.

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Il Cielo Di Pryp'Jat, l'album

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Lo scorso 9 giugno è uscito Il Cielo Di Pryp'Jat, il secondo album di Il Confine.

Pryp’jat è la città abbandonata in seguito al disastro di Chernobyl del 1986. In pochi ricordano quell'evento e, soprattutto, di come fosse diverso il mondo.

Loro di Il Confine hanno lavorato molto sulla conservazione della memoria che sarà utile per il futuro, che prima o poi ci apparterrà come noi apparteniamo alla memoria che spiega perché siamo così.

L'album raccoglie 11 brani rock dai titoli ragionati.

Il Cielo Di c, il singolo

Il video che accompagna il primo singolo, che riprende il titolo dell'album, è fatto con le immagini di una città abbandonata: Pryp'Jat. Chiunque ricorderà di aver visto la ruota panoramica, che è ferma nella ruggine di un ferro corrotto dalle radiazioni. Il panorama non esiste più perché la natura si è ripresa i suoi spazi e attorno si ricrea un mondo caotico e apparentemente casuale, che cancella i reticoli delle strade dritte e perperndicolari l'una all'altra.

In altri tempi, il testo avrebbe dato scandalo: ricorda il silenzio di chi ha dovuto tacere e i fogli bugiardi per nascondere la verità al mondo.

Dettagli: 18/06/2017 · 643 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.