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Management del Dolore Post - Operatorio e Zeman a Udine

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Dalla canzone da ascoltare quando siete felici, così poi vi passa, degli Zeman, alla gioia di vivere male del Management del Dolore Post - Operatorio.

Management del Dolore Post - Operatorio

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I MaDe DoPo cominciano a suonare quando è quasi mezzanotte, al teatro San Giorgio.

La canzone di apertura è Nei Palazzi, la canzone contenuta nell'album "Auff!" che invita a uscire dal chiuso delle stanze dove ci hanno rinchiuso con la trappola dei videogames e del digitale. Infatti, un evento live è il migliore dei modi per costruire memoria e per vivere le emozioni, della cui sommatoria è fatta la storia.

La tristezza può non andar via ma questo non deve farci pensare di essere sbagliati o di avere bisogno di cure. Siamo fatti - ricorda Luca Romagnoli citando un libro trovato su una bancarella - di voglia di scopare e di paura di morire.

I Made Dopo dicono di prostituirsi al pubblico, dove il significato di prostituire è quello etimologico del darsi agli altri o, meglio, del piacere di darsi agli altri.

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Grazie ancora per gli autografi (e non solo) sul biglietto del concerto. Da quel maggio 2013, quando ho sentito parlare per la prima volta dei MaDe DoPo, è passato molto tempo e mi ero ripromesso di andare a un loro evento live. Ieri sera è successo.

Zeman

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Gli Zeman sono il gruppo post-punk che ha aperto il concerto prima dei MaDe Dopo.

Chissà perché si chiamano come l'allenatore Zeman, mi chiedevo. Come Mr. Zeman, Lupo (voce) è glaciale e apparentemente imperturbabile, ma alla batteria c'è l'energia sregolata di Zampa.

Alla gioia di vivere male dei MaDe DoPo, gli Zeman affiancano una canzone da ascoltare quando siete felici, così poi vi passa.

A volte, poi, sembra proprio così:

e dove affronti quegli inverni in cui non ti riesci a scaldare
è quando non sopporti più nessuno e non vuoi più parlare
non hai bisogno di nessuno e ti riesci quasi a bastare

Dettagli: 20/12/2015 · 926 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.