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Consigliare libri da leggere è come farsi un selfie

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Devi proprio aspettare le vacanze per leggere un libro? Se i selfie davanti allo specchio non bastano, fa' un selfie al tuo ego biblico e consiglia i tuoi titoli.

#Consigliodilettura

A volte, anche 140 caratteri sono troppi da leggere; però, su Twitter è spesso trending topic suggerire libri da leggere o magari solo da mettere in valigia.

Anche il presidente Mattarella consiglia qualche titolo elencando i libri che ha voluto portarsi in vacanza nella casa di Palermo. Certo, detto così sembra che a Palermo non ci siano librerie e che, se vai a Palermo, ti devi portare i libri da casa oppure rinunci alla lettura.

Un buon libro

Non puoi parlare di un libro e chiamarlo solo libro, ma devi sempre dire un buon libro.

Interessa a qualcuno?

Lo sapete che solo il 29% dei tweet riceve una reazione?

Avrete notato anche voi la quasi scomparsa di video condivisi su Twitter da Youtube, ma anche di titoli di canzoni riconosciuti tramite Shazam. Ci avete mai cliccato sopra? Lo studio dice che 3 volte su 4 nessuno clicca sul link al video o alla canzone; allo stesso modo, 3 volte su 4 nessuno clicca sul link all'articolo da voi postato durante la quotidiana rassegna stampa. Se va bene, i follower leggono solo il titolo e su quello vi fanno il RT, la mention o la stellina (lo so, non è più la stellina il simbolo ma ora c'è un cuoricino).

Il selfie biblico

Biblico non è corretto e lo correggerei con bibliografico, ma mi piace il gioco di parole. Condividere il titolo di un buon libro è come fare un selfie al proprio ego. Mostrando solo la faccia non si vede l'ultimo libro che avete letto, allora l'occasione di un hashtag come #consigliodilettura tra le tendenze è ottima per far vedere come si è fatti dentro.

Coi libri funziona come coi gusti musicali: se ti piacciono le band storiche come i Pink Floyd o i cantautori santo subito come Fabrizio de Andrè, allora devi esibirli per mostrare al popolo e al mondo la tua superiorità culturale.

Quella volta che ho messo io un libro in valigia

Era l'estate del 2000 e volevo approfittare di una vacanza dalla nonna per preparare l'esame di Fisica 2; così, mettevo in valigia il libro, pesantissimo, con la copertina rigida. Sono partito e sono anche tornato a casa, ma quel libro rimaneva nella valigia fin dopo il mio ritorno. Alla fine, Fisica 2 è stato uno dei miei ultimi esami, dato dopo aver combinato un casino contro il professore, che il giorno dell'esame era arrivato con una buona mezz'ora di ritardo e - per recuperare il tempo perso - ci dava una buona mezz'ora di tempo in meno per risolvere i problemi.

Ma questa è un'altra storia.

Dettagli: 14/08/2015 · 1286 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.