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In tv, non è Natale senza...

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Le 10 cose che non possono mancare nella celebrazione televisiva del Natale.

Da quando ero bambino, da quando c'erano Pippo Baudo, Pippo Franco, Pippo Caruso, il Pippo Kennedy Show e il Tenerone a Drive in ci inteneriva con “pippo, pippo, pippo, pippo”, la celebrazione del Natale in tv avviene secondo una prassi consolidata e dei rituali condivisi.
Ve ne propongo alcuni e chissà che voi non ne abbiate altri da suggerire.

Jingle Bell Rock

Tra le canzoni natalizie è la più fastidiosa di sempre, riproposta ogni anno come sigla di apertura dei quiz del preserale delle reti Rai o come sottofondo musicale per allungare il brodo nei talk show con il pubblico di figuranti dalle sedi romane delle emittenti pubbliche e private.

L'ultimo libro di Bruno Vespa

L'ultima fatica letteraria di Bruno Vespa si intitola “Italiani voltagabbana” e fa rima con... tante parole.

Film natalizi

In occasione del Natale, vengono sospese le normali programmazioni e trasmessi i soliti filmoni: “Il piccolo lord”, “Una poltrona per due”, “Mamma ho perso l'aereo”, “Polar Express” e molti altri.
Inoltre, quest'anno ci saranno due serate di deliri sui Dieci Comandamenti col premio Oscar Roberto Benigni. I Dieci Comandamenti non c'entrano niente con il Natale ma neanche Benigni c'entra con la tv.

Lo stilista che fa abiti da sera solo con un pezzo di stoffa

Allo stilista non servono fili, aghi e macchine da cucire, perché confeziona abiti su misura solo con un pezzo di stoffa e qualche spillo. Di solito, lo si vede fare a “I fatti vostri”. Lo faceva già Rossella O'Hara in “Via col vento”, però utilizzando delle tende.

Rincari

Dicono che il prezzo del petrolio sia sceso, ma non come il prezzo della benzina. Sotto le feste il prezzo della benzina aumenta e può capitare la minaccia di uno sciopero da parte dei benzinai. Al tg ne parlano sempre a Natale, insieme ai servizi sulle signore al mercato che fanno le provviste per il cenone della Vigilia annunciando che saranno in 40 a mangiare di magro perché così vuole la tradizione, mentre a Natale sono obbligatori i tortellini.

Il panettone farcito

Il panettone è il dolce tipico del Natale, anche se al supermercato lo si trova da metà ottobre a metà dicembre, quindi non sotto le feste. La ricetta prevede l'uvetta e i canditi, il burro, la farina e altro ma in tv non basta: il panettone, quasi 400 calorie per una fetta da 100 g, deve essere farcito. Per farcire un panettone bisogna tagliarlo a fette, nel senso orizzontale, e spalmare della crema; oppure, dovete svuotarlo e riempirlo con i tortellini, la frittura di pesce e lo zabaione.
Allora è vero che a volte la tv sembra un grosso sedere, più guardi la tv e più s'ingrossa il sedere, come ironizzava Fabri Fibra.

Gli esperti di bon ton

Nei talk show del pomeriggio, dopo il collegamento dal luogo del delitto e prima della criminologa fetish, c'è lo spazio per gli esperti di bon ton. Di solito sono signore con il doppio cognome, come la Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, o marchettari dei salotti buoni che usano il mignolo per indicare invece dell'indice.

Gli zampognari

Alcuni li chiamano suonatori di cornamusa ma lo strumento tipico dell'Italia centrale è la zampogna e in Italia centrale non si vestivano con la gonna scozzese.

Il circo

Il circo, quello vero, viene pubblicizzato in tv perché in quei giorni lo spettacolo si trova a Roma in Piazzale Clodio e solo per quel motivo, non per altro.

Santo Stefano al cinema

Ci dicono che a Santo Stefano è usanza andare al cinema. Io non vado al cinema dal 26/02/2008 e non ne sento la necessità a Santo Stefano, che cade il giorno 26 ma di dicembre. Lo dicono solo per spingervi ad andare a vedere i cinepanettoni.

Dettagli: 03/12/2014 · 1147 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.