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In Superquark solo lo studio è nuovo

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Ieri sera è andata in onda la prima delle nove puntate di Superquark che arricchiranno il palinsesto di Rai Uno questa estate. Puntuale alle 21:20, Piero Angela ci introduce nello studio che dice essere stato rinnovato: librerie in legno, scale a chiocciola, scrivanie a forma di libri e altri oggetti da museo della scienza e della tecnica.

Notavo che ogni anno Superquark rinnova la scenografia dello studio, anche se lo studio nelle due ore di messa in onda si vede poco e mai per tutta la sua grandezza. Da uno scorcio dello studio, di volta in volta Piero Angela introduce e lancia i filmati: il documentario naturalistico della BBC, la dura vita dei ricercatori e della ricerca in Italia, la bella vita dei ricercatori e della ricerca all'estero, il professore che parla di un capitolo di storia con il contributo di film ambientati nelle varie epoche.

L'occhio più critico e maligno noterà che Piero Angela, la cui professionalità è indiscussa, si spende a favore dei giovani e del premio del merito, però - nei fatti - la Rai non ha altri divulgatori scientifici se non Piero Angela (85 anni) e il figlio Alberto. Insomma, alla Rai va bene parlare dei giovani e del merito, ma il nome e le posizioni consolidate non si toccano.

Non concordo con la Rai per l'orario della messa in onda. Non capisco perché la prima serata, che una volta cominciava alle 20:30, abbia ora inizio sempre più tardi e si lascino i minuti di tv più popolati di telespettatori, cioè dalle 20:30 alle 21:20, a Techetechetè, un collage di spezzoni di tv degli ultimi 60 anni, visti e rivisti. Ancora una volta, niente giovani, merito, innovazione, idee ma repliche, nostalgia, bianco e nero, e si stava meglio quando si stava peggio.

Dettagli: Recensioni · 04/07/2014 · 1614 view

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