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Aghi di pino e foglie cadute

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L'ispirazione per scriverla mi è venuta notando ai lati di una stradina nel bosco le prime foglie secche, le prime della stagione, secche perché il vento e il temporale di fine estate le hanno strappate dai rami. Non ci sono più le temperature della canicola, l'aria si è fatta più fresca e già si sente la nostalgia di una stagione appena finita (l'onda bianca del mare, dove il mare non c'è). Rimarrà il ricordo a far rivivere quegli attimi.

Mucchi di aghi di pino
e di foglie cadute
sulle strade sperdute
sotto il vento da Nord

dopo l'ultima pioggia
quando torna il sereno,
dopo l'arcobaleno,
sento fare critc-crotc.

Il rumore del treno
oltre i pioppi frizzanti
che mi sono distanti
viene verso di me;

mi ripete il lamento
come solo sa fare
l'onda bianca del mare
dove il mare non c'è.

Nota metrica: quattro strofe di settenari (odicina anacreontica).

Dettagli: 04/09/2013 · 1377 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.