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I giornalisti in tv, errori ed espressioni abusate

Il mestiere del giornalista televisivo non deve essere facile: deve dimostrare di conoscere i fatti e di saperli raccontare in poche battute e in maniera comprensibile al grande pubblico. Quando wikipedia non č di aiuto, chiamano l'esperto; quando l'autoritā rilascia una dichiarazione la riportano per intero (e con quella ci cominciano il pezzo); quando sono in esterna parlano di omicidi, stragi, disgrazie con dietro i cafoni d'ordinanza che fanno ciao, ciao con la mano.

La parola all'esperto

L'esperto ha qualcosa di importante da dire e conosce bene la materia; il giornalista, invece, no. La cosa pių sgradevole che un giornalista possa fare č interrompere continuamente l'esperto e cercare di spiegare, tradurre, parafrasare le parole del luminare: nel fare questo, il giornalista spesso sbaglia, fa perdere tempo e crea confusione; poi non c'č pių tempo e la linea torna in studio perché ci sono altre notizie importanti (su Belen, ad esempio).

Č quanto ha detto in una nota a margine...

Cambiamo pagina, l'inquadratura stringe sul primo piano del giornalista che sembra impadronirsi del mezzo televisivo per delle dichiarazioni personali.
Invece, riporta la lunga citazione dell'ultima dichiarazione di una qualsiasi autoritā che parla sempre tramite note a margine. Solo alla fine della lunga citazione il giornalista ci avverte di aver appena riportato una citazione detta da chissāchi e per chissā quale motivo in chissā quale evento dove le autoritā mangiano e bevono gratis.

Guārdati alle spalle!

Il disturbatore delle dirette tv non č unico e inimitabile ma ce ne sono altri milioni, insospettabili e inconsapevoli. Il giornalista parla di stragi, vittime, omicidi, catastrofi e loro sono sempre lė alle spalle per guadagnarsi un'inquadratura e fare ciao, ciao con la mano a qualcuno a casa.

Dettagli: 30/05/2012 · 1501 view

About me

Sono Antonio Picco. Ogni tanto pubblico qualcosa qui, non più tanto spesso, ma mai per caso. Lo faccio dal marzo del 2003.
Da allora, ho mantenuto lo stesso approccio al Web, nonostante gli effetti nocivi che la società ha riversato sulla Rete in modo entusiastico e incontrollato.
Pubblico delle narrazioni e non delle confessioni, come invece ci chiedono di fare i social network.
Scrivo soprattutto per commentare le dinamiche del Web e dei social network, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari e il desiderio obbligatorio di spettacolarizzazione dell'osceno che deve piacere anche a te, se già piace a tutti gli altri.