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Lo dicevano nel 1988: nel futuro un'unica moneta per tutti

Perché nel 1988 l'Economist metteva in copertina una moneta unica mondiale chiamata Phoenix?
Entro 30 anni - prevedevano - Europa, Giappone e Usa avranno la stessa moneta senza rimpianti per il vecchio conio nazionale, causa delle crisi economiche del XX secolo.

Dettagli: 25/11/2011 · 2800 view · Commenti · Leggi tutto

Cittadini italiani per diritto di nascita non vuol dire italiani nel cuore

Secondo le statistiche europee, nel 2010 il 6,5% della popolazione dell'Unione (27 stati) è composta da cittadini stranieri, pari a 32,5 milioni; di questi, 20,2 milioni arrivano da paesi non comunitari, 12,3 milioni provengono da un altro stato dell'Unione ma sono emigrati.
I moti migratori coinvolgono maggiormente Germania, Spagna, Regno Unito, Italia e Francia.

PaesePopolazioneStranieriNati all'estero
Germania81 802 3007 130 9009 812 300
Spagna45 989 0005 663 5006 422 800
Regno Unito62 008 0004 367 6007 012 400
Italia60 340 3004 235 1004 798 700
Francia64 716 3003 769 0007 196 500
Dettagli: 23/11/2011 · 2053 view · Commenti · Leggi tutto

In Italia prezzi come in Germania ma stipendi inferiori del 30%

Sul sito ufficiale dell'Europa si possono leggere alcune statistiche, come ad esempio quella del confronto dei prezzi al consumo nei 27 Paesi dell'Unione

Le statistiche, scaricabili qui, sono del 2010. In sintesi, i dati sono un confronto rispetto un lvello di base pari a 100 riferito alla media europea; i valori maggiori di 100 indicano prezzi maggiori alla media, e viceversa.
I prezzi sono riferiti a beni di consumo di uso giornaliero e il costo per l'affitto di casa. Non sono comprese le spese per istruzione e per cure mediche.
La tabella è suddivisa nelle voci di spesa: cibo e bevande non alcoliche, bevande alcoliche e tabacco, abbigliamento, elettronica, trasporto, ristoranti e hotel, oltre a una voce complessiva di sintesi.

Danimarca, Finlandia e Svezia sono gli stati dove fare la spesa costa di più. In particoalre in Danimarca sono molto più costosi i mezzi di trasporto rispetto alla media europea. L'Italia ha prezzi in linea con la media europea, circa come il Regno Unito, la Germania e la Spagna mentre la Francia tende un po' al rialzo. Decisamente più economici i prezzi in Bulgaria, Ungheria, Polonia e Romania

Mentre vediamo che i prezzi italiani sono in linea con quelli di Germania e Regno Unito, a essere diversi sono i compensi medi percepiti da un lavoratore in Italia, il cui salario è inferiore a quello di un inlgese o di un tedesco: ad esempio, Italia sui 21000 $, Germania 30000 $ (statistiche Ocse).

Dettagli: 22/11/2011 · 2372 view · Commenti · Leggi tutto

Le anomalie dell'Italia in Europa

Si sa, lo dicono tutti: all'estero è tutto migliore, nel resto d'Europa sono più avanti. Proprio questo deve avere pensato Monti quando parlando al Senato ha detto di voler reintrodurre l'Ici perché in Europa siamo praticamente gli unici senza Ici.

Se proprio vogliamo sistemare tutti i gap che ci separano dall'Europa, mettiamo a posto anche i nostri salari, tra i più bassi d'Europa, gli stipendi degli eurodeputati italiani, tra i più alti d'Europa, e il costo di un litro di benzina, tra i più cari d'Europa.

Dettagli: 20/11/2011 · 1978 view · Commenti · Leggi tutto

Euroscettici contro l'Europa del Bilderberg

In Italia se qualcuno ti dà dell'euroscettico o dell'antieuropeista è come la scomunica. Non ne avevo mai sentito parlare prima; ho sentito di Nigel Farage solo dai link virali sui social network.

Dettagli: 19/11/2011 · 2025 view · Commenti · Leggi tutto

Dal libro di Isaacson su Jobs ai banchieri potenti

Passando davanti a qualsiasi libreria vedrete in vetrina la biografia autorizzata di Steve Jobs, scritta da Walter Isaacson e pubblicata il 24 ottobre scorso a pochi giorni dalla morte del co-fondatore di Apple per Simon & Schuster, editore riconducibile alla CBS Corporation, con sede al Rockefeller Center di New York. Il simbolo della CBS Corporation è una specie di grande occhio.
Pochi sanno che Jobs, tra parentesi, è il co-fondatore di Apple ma nessuno ricorda il nome dell'altro co-fondatore: Stephen Wozniak, l'ingegnere dell'Apple I.

Isaacson è presidente e amministratore delegato dell'Aspen Institute; tra le sue opere anche una biografia di Kissinger pubblicata nel 1992.

L'Aspen Institute è riconducibile ai Rockefeller, la stessa famiglia del Bilderberg e della Commissione Trilaterale.

Dettagli: 18/11/2011 · 2228 view · Commenti · Leggi tutto

I temi del Bilderberg

Tra il 9 e i 12 giugno 2011 a St. Moritz in Svizzera persone di alto profilo - come ad esempio Joaquin Almunia, Franco Bernabé, John Elkann, Henry Kissiger, la Regina d'Olanda e Mario Monti - si sono incontrate e a porte chiuse hanno discusso delle sorti del mondo.
C'erano anche Chris Hughes (co-fondatore di facebook), Reid Hoffman (co-fondatore di LinkedIn), Peter Löscher (Ceo alla Siemens), Paolo Scaroni (Ceo all'Eni), Eric Schmidt (di Google), Peter Sutherland (presidente di Goldman Sachs), Giulio Tremonti (ex ministro), Jean-Claude Trichet (presidente Bce) e tanti altri.
Presenti alcuni giornalisti dell'Economist.

Ho cercato su google alcuni di questi titoli; tra i risultati più pertinenti ecco cosa ho trovato.

Dettagli: 17/11/2011 · 1815 view · Commenti · Leggi tutto

I nomi del Bilderberg

Il Gruppo del Bilderberg è un forum internazionale piccolo, flessibile, informale e confidenziale che si riunisce una volta l'anno per discutere delle sorti del mondo.
Il Gruppo prende il nome dall'hotel in Olanda dove la prima conferenza ha avuto luogo nel 1954.

Dettagli: 15/11/2011 · 2059 view · Commenti · Leggi tutto

L'Europa e il Nuovo Mondo dei banchieri

Nel 1973, David Rockefeller e altri dirigenti del Gruppo Bilderberg hanno fondato la Commissione Trilaterale. David Rockefeller è un banchiere degli Usa, appartenente alla massoneria e il suo patrimonio è stimato in 2 miliardi di dollari.

Dettagli: 13/11/2011 · 2433 view · Commenti · Leggi tutto

Dietro alla Dietrologia di Fabri Fibra

Sull’Italia e sugli italiani uno dei ritratti meno propagandistici che possiate trovare in giro (prefazione esclusa). Non una discussione sui massimi sistemi, non un tema di italiano, nessun passo indietro, nessun tono da abbassare, ma una serie di riflessioni critiche sull’Italia, sviluppate sul case study Fabri Fibra, e sugli italiani; italiani che sono festaioli: chi conta va alle feste, e tutti gli altri, che a quelle stesse feste vorrebbero andare, in quel modello di persone si identificano. Sono 345 pagine di carta ma potrebbero anche essere una raccolta di post pubblicati su un blog, quindi i capitoli possono anche essere letti in ordine diverso da come sono stampati; per lo stesso motivo alcune parti si ripetono ma – e questo è l’importante – non si contraddicono. Da qualche settimana prima dell’uscita del libro Dietrologia è anche blog su tumblr.
Per leggere e capire il libro bisogna prima sapere cosa siano facebook, youtube e i forum; poi si deve aver visto la tv senza le fobie dei radical chic o l’appetito bulimico di chi compera televisori più grandi della parete del soggiorno.
I media in questi anni – dice Fabri Fibra nel libro – ci fanno vivere in un Matrix che genera livelli di realtà con cui molti ragazzi italiani fanno il photoshop alla propria inadeguatezza. Non è la tv ad essere il diavolo, ma è la mancanza di idee e di alternative a cominciare il circolo vizioso. Questa mancanza è colmata dalla tv. Per capire gli effetti del Matrix sentiamo ad esempio Michelle Hunziker intervistata da Giletti all’Arena di Rai Uno rispondere che siccome in Svizzera non ci sono il glamour e la moda come in Italia, lei da bambina non sognava di fare tv ma di fare un mestiere come l’interprete (puntata del 6/11/2011).
Chi scrive libri - guardate gli ospiti di Che Tempo Che Fa di Fazio – dicono di scrivere libri per il bene dell’umanità; non dicono, invece, di scrivere libri perché con quei libri loro ci campano. Forse non vedremo Fabri Fibra parlare di Dietrologia da Fazio, ma lui spiega bene il perché abbia scritto il libro.

Dettagli: 06/11/2011 · 3118 view · Commenti · Leggi tutto

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About me

Antonio Picco, blog on-line dal 2003.

Nel mio blog condivido riflessioni inedite sull'evoluzione del digitale e il suo impatto sulla società, con l'obiettivo di scardinare i diktat del pensiero stampato.
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