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I call center, la privacy e l'inutile Registro delle opposizioni

La volta scorsa vi raccontavo di come intendevo far valere il mio diritto alla
privacy nella sporca faccenda delle chiamate dai call center, che tutti noi conosciamo.
Ho tutto il rispetto
per il lavoro degli operatori dei call center, ma nessuna pietà per chi se ne frega del diritto alla privacy.
Cosa si nasconde dietro l'esosa tenuta del Registro delle opposizioni, quasi completamente informatizzato e quindi a costi di gestione relativamente bassi? Quanti tra tutti i call center possono permettersi di versare fino a 208 mila euro ogni 15 giorni? Di sicuro non il mobilificio che mi ha chiamato 10 minuti fa...
La legge c'è, gli strumenti anche ma di fatto il Registro delle opposizioni è meno utile della carta igienica! E il nostro diritto alla privacy?
Come ottenere l'indirizzo pec di un call center e difendere la tua privacy
Ricevete telefonate non desiderate? Vi chiamano, ma quando voi rispondete mettono giù? Appena riuscite a parlare con l'operatore chiedegli
- denominazione e recapiti del call center, cioè chi vi sta effettivamente chiamando;
- il nome del titolare del trattamento dei dati personali del call center;
- chi ha dato loro il vostro numero di telefono.
Se avete solo il nome del call center e la città, sul sito registroimprese.it troverete il loro indirizzo di posta elettronica certificata e altri dati. Quindi esercitate i vostri diritti di accesso ai vostri dati personali, ai sensi degli articoli 7 e 8 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e inviate loro un messaggio di posta elettronica certificata che vale come una raccomandata ma è gratis (anche la vostra casella di posta, però, deve essere certificata).
Pubblicità Orocash con Pozzetto, tradite le migliori intenzioni della campagna pubblicitaria

Renato Pozzetto presta il volto a Orocash, azienda che - come si legge in un comunicato - opera nel commercio dei preziosi dal 1999, alcuni anni prima della diffusione dei negozi compro oro in tutte le città italiane. Il comunicato sul sito ufficiale dell'Azienda spiega i motivi della campagna pubblicitaria, trasmessa in questi giorni sulle principali reti televisive; l'Azienda riconosce come il commercio dei preziosi, venduti dai privati in cambio di contanti, possa nascondere anche attività illegali: la campagna pubblicitaria del marchio è per Orocash una presa di distanza dai concorrenti.
La Rai sospende Derrick, sul Nazismo una damnatio memoriae con due pesi e due misure

Dopo la notizia del giovane Horst Tappert - il celebre ispettore Derrick della tv - negli elenchi delle SS, anche la RAI sospende la programmazione del telefilm, come hanno già fatto l'emittente olandese MAX e la tedesca ZDF. La sospensione, si legge, è in segno di rispetto per le vittime del Nazismo.
La decisione, a parer mio, è una stronzata!
Derrick è stato una SS ma è sbagliato condannarlo per questo

Siamo testimoni della storia e, come diceva Derrick in una puntata del telefilm:
Un testimone non deve mai esprimere opinioni; deve solamente dire quello che sa
Con questa mentalità, viene data la notizia di un inedito Horst Tappert - il famoso ispettore Stephan Derrick - arruolato nelle SS nel 1943 quando aveva vent'anni. La notizia viene riportata rimarcando il silenzio di Tappert su questo segreto del suo passato, segreto mantenuto fino alla morte.
Pubblicità Coca-Cola e il nuovo presidente, parodia della Terza Repubblica
Ciao, mi chiamo Federico, ho 17 anni e sono il nuovo presidente della Coca-Cola
Avrete visto la nuova pubblicità della Coca-Cola in onda di recente. Come si legge qui, alla Coca-Cola è piaciuta l'idea di un ragazzo mai visto prima in tv che magicamente diventa il nuovo presidente dell' Azienda e pensa a idee rivoluzionarie per il mercato italiano. L'intenzione della Coca-Cola è quella di portare più vicino ai giovani l'immagine del marchio e far vedere agli italiani quanto si stia investendo nel nostro Paese anche in tempo di crisi.

Il video non ha ricevuto parecchi consesi su Youtube, suscitando le antipatie di tanti ragazzi della stessa età di Federico e neanche a me piace l'idea di un ragazzo che dalla cameretta guida una multinazionale.
Tu sei l'Europa, per i 25 anni di Erasmus una pubblicità poco verosimile

L'Europa è più amici, più mobilità, più culture, più diritti, più opportunità, più cittadinanza. Tu sei l'Europa.
Almeno secondo gli autori, nonstante quanto stia succedendo, l'Europa è ancora quel posto dove andare
in gita scolastica o a studiare, un'esperienza da vivere dentro convitti e cortili assolati nell'attesa del suono
della campanella. Da più di 20 anni, l'immagine che l'Europa vuol dare di se è sempre la stessa ma i
disillusi sanno quanto sia poco veritiera.
Il motivo dello spot è il concorso che la Commissione Europea ha indetto per i 25 anni del programma Erasmus,
quello che dà la possibilità agli studenti universitari europei di soggiornare per un periodo in una università straniera,
sostenere degli esami poi legalmente riconosciuti dalla propria università di partenza. Il Paese preferito
come meta di studio è la Spagna, stando alle
statistiche.
Il Papa e la strategia della Chiesa, la rinuncia agli ori per ritrovare folle osannanti e papaboys

Nel momento dell'habemus Papam in pochi sapevano chi fosse Giorgio Bergoglio e quasi nessuno si aspettava quel
nome dopo aver visto la fumata bianca; quel Giorgio Bergoglio, diventato Papa Francesco, oggi raccoglie consensi
da molte parti e sul papato soffiano ventate di un ritrovato entusiasmo collettivo.
Papa Francesco augura buon pranzo dopo l'Angelus, scende dalla Papa-mobile e abbraccia la gente, rinuncia agli
ori e dà appuntamento ai giovani per la prossima Giornata mondiale della gioventù.
Parolacce su twitter

Come promesso qui, condivido con voi una mia personale opinione sull'uso di parolacce su twitter. Non parlo delle parolacce di condimento che si aggiungono qua e là, bensì di quelle ricorrenti in ogni tweet se non, in alcuni casi, usate perfino nel nome utente. Prendo spunto da questo articolo di focus, dove si ripotano i rilsutati degli studi dello psicanalista ungherese Sandor Ferenczi il quale sosteneva che il linguaggio volgare può farci scoprire le nostre repressioni, ovviamente a sfondo sessuale.
L'Europa che ci insegnavano a scuola, tutto sbagliato

Quando sento parlare delle possibilità che l'Europa offre ai giovani, ripenso sempre a come a scuola ci dicevano sarebbe stato il nostro futuro di cittadini europei. Erano gli anni della firma del trattato di Maastricht (1991), della caduta del Muro di Berlino (1989) e della Convenzione di Schengen (1990). A noi studenti dicevano che avremmo potuto essere impegnati in un soggiorno di studio all'estero, in un clima di amicizia e di serenità.
About me
Antonio Picco, blog on-line dal 2003.
Nel mio blog condivido riflessioni inedite sull'evoluzione del digitale e il suo impatto sulla società, con l'obiettivo di scardinare i diktat del pensiero stampato.
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