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I Tabaccobruciato a testa alta tra farfalle e moschini

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Il quarto disco dei Tabaccobruciato richiama gli ideali spensierati degli hippies. I testi sono ispirati dal quotidiano con malinconica ironia.

Tabaccobruciato

I Tabaccobruciato sono Giorgio Angelo Cazzola (scrive e cante le canzoni), Stefano Bertolotti (batteria, percussioni e missaggi), Roberto Re (basso), Alessandro Balladore (chitarre) e Lorenzo Bovo (tastiere).

Sono passati otto anni dal loro primo disco Punto e basta del 2010 e quest'anno - lo scorso 29 gennaio - è uscito il loro quarto lavoro Bello dove stavano gli hippies.

Nel nuovo disco sono raccolti 11 brani, di cui uno - Italian Daddy composto e registrato a quattro mani con la cantautrice norvegese Karoline Taraldsøy.

I Tabaccobruciato fanno notare come nel nuovo album il suono sia più compatto mentre i testi conservino l’impronta, a volte ironica, a volte disincantata, a volte malinconica, delle produzioni precedenti.

L'ispirazione per i testi arriva dalla vita di tutti i giorni: la ricerca di visibilità ma anche la consuetudine tipica della stalle padane, le relazioni virtuali ma anche il desiderio della vicinanza, come per chi vorrebbe andare ma non basta la benzina.

Degli 11 brani, i Tabaccobruciato hanno pubblicato su YouTube il video di I ragazzi di ieri.

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I ragazzi di ieri

La voce di Giorgio Angelo Cazzola rilancia sulle note della canzone le immagini che devono essergli capitate davanti agli occhi quando componeva il testo di I ragazzi di ieri.

Applicando uno schema compositivo consolidato in altri brani dello stesso album, i versi si completano ripetendone la parte iniziale o per assonanza tra parole simili nei suoni ma opposte nei significati:

Belli i ragazzi di ieri
Brutti i ragazzi di ieri
Con l’autostima che sale
Oppure scende
Secondo gli orari
Bene i ragazzi di ieri
Bravi i ragazzi di ieri
Bene chi naviga a vista
Bravo chi è buono
A gestire gli imperi

È vero che i testi sono ironici, disincantati e malinconici, come detto all'inizio. In fondo, dopo quattro dischi c'è abbastanza esperienza - non solo musicale - per essere sereni di aver scelto se stessi; è tipico dell'artista un lavoro su se stessi che porta a vedersi in trasparenza senza la pressione di dover rendere conto ad altri. Ciò vuol anche dire sentirsi indipendenti.

Bello dove stavano gli hippies

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La copertina riporta il titolo dell'album con l'elaborazione grafica di una scritta sul muretto dal quale si gode la vista di un paesaggio assolato. Non ci sono volti, figure umane, strumenti musicali; solo due farfalle colorate rimandano agli ideali spensierati degli hippies.

Dettagli: Recensioni · 10/02/2018 · 144 view

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Sono Antonio Picco e mi piace commentare le dinamiche di Twitter e di Facebook, i discorsi impegnati, gli spot pubblicitari, ma parlo anche di musica e tv.
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